Come collaborare con brand sui social e sul blog parte 2

Continuiamo quanto abbiamo delineato nella prima parte, questa volta andiamo più nel dettaglio delle collaborazioni, così avrai a disposizione un quadro generale completo per capire come muoverti e come comportarti quando vuoi collaborare con i brand sui social e sui blog.

Collaborare con brand sui social e sul blog, procediamo!

Settimo passo: studia l’azienda

Siamo arrivati al punto sette del nostro discorso.

Abbiamo definito chi sei, cosa ti serve per collaborare e perché collaborare con una determinata azienda e abbiamo definito come proporsi e come non sminuirsi.

Ora andiamo al sodo

Collaborare con le aziende: studiare il brand

Che sia tu a proporti ad un brand o sia il brand stesso a scriverti, prima di tutto studia i suoi valori, studia la sua comunicazione, studia la sua presenza online.

Cerca di capire subito se la loro comunicazione è in linea con il tuo stile ed estrapola delle parole chiave, queste ti serviranno per proporre il progetto ben delineato del quarto passo e ti permetterà anche di capire se i loro valori sono in linea con i tuoi.

Ottavo passo: fai più di una proposta

Dopo aver affrontato il primo incontro con il brand, si va al punto successivo, la proposta ben delineata con tanto di preventivo finale.

Proponi più alternative, anche con differenti prezzi.

gif morpheus di matrix

Proponi varie tipologie di contenuto e storytelling che possano rispecchiare i valori del brand e tuoi ma che varino in tematiche e stile, questo aiuta l’azienda a capire meglio la tua visione e ti permette di spostare la conversazione su una scelta tra queste tipologie anziché ad un gioco al ribasso per contrattare il prezzo della collaborazione.

Inoltre, se il rapporto di collaborazione va bene, nulla toglie che l’azienda voglia mettere in pratica anche le altre proposte che hai inviato.

Nono passo: quanto mi faccio pagare

Te lo anticipo già, non te lo so dire perché questo dipende da vari fattori:

  • Entità della collaborazione: quanto dura la collaborazione, che impegno richiede
  • Presenza di contenuti sponsorizzati su più piattaforme o blog
  • I dati dei tuoi lettori (nel caso del blog) e il tuo engagement rate
  • Richieste particolari del brand
gif il diritto di contare calcoli alla lavagna

Si può passare da uno scambio di servizi, della serie ti faccio usufruire del mio servizio e tu in cambio mi fai un pochino di promozione, ad un vero e proprio contratto di prestazione, dipende tutto dal tipo di collaborazione.

Io spesso mi regolo così.

  • Se l’azienda mi contatta proponendo uno scambio ossia un prodotto o servizio in cambio di promozione, questa la accetto solo se questa resta ferma ai social (un blog post per me deve sempre avere un costo) e se non ha vincoli o richieste particolari ma mi viene lasciata completa libertà nel gestire la promozione.

    In questo caso se il prodotto o servizio è in linea con i miei valori e la mia comunicazione e penso possa essere d’interesse alla community, allora accetto volentieri lo scambio.
  • Se mi vengono chiesti progetti elaborati, che richiedono giorni di realizzazione di contenuti, articoli sul blog, spese di spostamento tra carburante e pasti, allora la tariffa terrà conto di tutto questo.

Una cosa che faccio è confrontarmi anche con le mie colleghe che fanno il mio stesso lavoro, questo non solo per consigliarmi ma anche per una questione di rispetto, per non fare tariffe troppo basse e creare concorrenza sleale.

Decimo passo: meglio un cliente in meno che l’acidità di stomaco alla sera

Si, esistono i clienti tossici e bisogna saperli riconoscere subito.

Sono quelli che ti contattano senza nemmeno avere un riguardo per la cortesia, come se online le buone maniere non ci fossero. Sono quelli che anche in modo velato, insistono nel dire che tanto fai le cose velocemente, che per te non ci vuole nulla per fare una foto.

Sono quelli che quando fissi una call, non sono più reperibili e non sai dove siano finiti, per poi telefonarti alla sera tardi senza il minimo rispetto per te. Sono anche quelli che nonostante ci sia una collaborazione delineata con tutti i punti scritti nero su bianco, si aspettavano di più anche se non sanno nemmeno loro cosa sia di più.

Solitamente si capisce subito con chi si ha a ce fare, basta il primo approccio, la prima call o il primo scambio di mail per farsi un’idea. Il mio consiglio è di scappare quando si incontrano persone del genere.

sheldon big bang theory scena spray

Vale lo stesso discorso dello sminuirsi. Ok che è lavoro, ma non si può nemmeno avere l’acidità di stomaco per colpa di persone che non hanno il minimo rispetto degli altri.

Collaborare con i brand: avete domande?

Arriviamo alla fine del post. Se avete altre domande o dubbi sul tema collaborazioni, scrivetemi nei commenti che magari ci scappa anche la parte tre! Intanto vi consiglio di iniziare a provare con le prime collaborazioni, di buttarvi e continuare ad andare avanti.

Lavorate sul vostro brand personale in modo costante e così potrete anche collaborare con brand sui social e sul blog e renderlo un lavoro!

#StayCappellacci

Grazie per aver letto il mio articolo. Mi chiamo Sara, sono una content creator di professione e travel blogger per passione.
Qui puoi sapere chi è Cappellacci a Merenda, scoprire l’origine del mio nome, e valutare se ti va di collaborare con me.
Qui trovi i link alla mie pagine Instagram e LinkedIn.

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