Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

Come spesso accade, è stato per puro caso che ho scoperto dell’esistenza dell’Orrido di Ponte Alto e che guarda caso era proprio vicino a Trento, dove stavo pianificando una breve gita in giornata.

Un segno del destino potrei dire!

Preferisco dire un segno dell’Instagram, questo social ha decisamene rivoluzionato l’idea e lo stile di viaggio e non mi vergono a dire che, al di là della storia e della bellezza del posto, ci ho visto degli scatti perfetti per questo social e non ci ho pensato due volte ad aggiungere alla gita una tappa in questo posto!

Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

Cos’è l’Orrido di Ponte Alto?

Un nome un po’ bruttino non trovate? Eppure “orrido” è un termine che spesso viene utilizzato per indicare gole e canyon, questo è uno di quei casi.

Questo canyon meraviglioso dai colori cangianti a due passi da Trento è stato scavato dal tumultuoso Torrente Fersina, un torrente davvero ribelle che diede non pochi problemi a Trento e alle città vicine. Questa area naturalistica è anche testimonianza di uno dei più antichi lavori di ingegneria idraulica della storia, risale infatti al 1500, alcune delle prime opere idrauliche, realizzate per scongiurare le alluvioni in città, che hanno creato due spettacolari cascate di oltre 40 metri che si fanno strada tra le pareti di roccia rossa.

I lavori si sono susseguiti nel tempo e ora possiamo ammirare questa grande maestria idraulica.

Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

Lo svolgimento della visita

La visita per motivi di sicurezza si svolge solo con la guida. Sul sito dedicato potete trovare tutte le informazioni utili per le aperture e le eventuali aperture straordinarie.

Una volta arrivati nei pressi del ponte potete fare il biglietto e attendere la formazione del gruppo. Una volta partiti, la guida accompagna tutti in vari punti della gola, spiegando la sua storia e le opere idrauliche realizzate. Devo dire che il ragazzo che ci ha accompagnato era proprio preparato!

Il percorso si fa via via più ripido all’avvicinarsi delle cascate, non è nulla di difficile ed è adatto anche ai bambini, ma per chi soffre di vertigini come me, è un bello shock!

Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

Arriverete ad un punto in cui ci sarà una passerella dove vedete sotto e sotto di voi c’è la cascata!! A pensarci ho ancora la tremarella alle gambe.

Infatti le foto che ho fatto non sono il massimo, complice il tremore e l’ansia nell’avvicinarmi alla ringhiera.

Vero culmine della visita è la parte giusto sotto al salto della cascata, attraverso una stretta scala arriverete nel punto dove l’acqua mostra tutta la sua vivacità. Il rumore è forte e il pavimento molto scivoloso, quindi occorre fare attenzione. Ci si bagna anche senza andare sotto l’acqua, ma è pazzesco!

Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

I colori che genera la cascata insieme alla roccia sono qualcosa di unico, è ansioso e bello allo stesso tempo.

E la tremarella alle gambe era sempre più forte.

Esplorare l’Orrido di Ponte Alto: toccare la cascata con un dito

Dove parcheggiare all’Orrido di Ponte Alto

Il parcheggio comodo per raggiungere l’Orrido di Ponte Alto è il parcheggio del centro sportivo di Cognola in via Ponte Alto, è una viuzza molto stretta, ve lo dico solo perché io le viuzze stette le odio quando sono in macchina ma voglio rassicurarvi, quando vi domanderete: “Ma dove cavolo ci ha fatto finire la Sara!?” sarete arrivati al parcheggio. Una volta lasciata la macchina lì, proseguite a piedi in discesa sulla sinistra e troverete l’indicazione per la biglietteria.

Ultimo tips

Quando sono andata io, complice forse l’orario delle 17.30 non ho trovato un bar ne un locale aperto da nessuna parte. Quindi per stare sul sicuro, vi consiglio di portarvi dietro la vostra acqua e qualche cosa da mangiare, che non si sa mai!

Buon canyon e…

#staycappellacci

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