Continuiamo a visitare i nostri borghi

Questo post sarà un flusso di pensieri, non è un post utile per organizzare una gita o un viaggio, è una riflessione nata dai tanti giri lungo lo stivale e dalle conversazioni avute su IG e con amici e parenti.

Una riflessione dedicata ai nostri borghi.

Penso davvero che i nostri borghi siano LA particolarità italiana per eccellenza. Non ho mai visto realtà come le nostre in altri paesi, simili certo, ma nulla a che vedere con la varietà e l’autenticità che conserviamo lungo tutta l’Italia in tutte le regioni italiane.

Le emozioni che mi sanno trasmettere i borghi mai da nessuna altra parte è successo.

Mi ricordo quando ero immersa nelle montagne della Val Brembana, in un paesotto lungo una via, delizioso, curatissimo, pieno di fiori. Ogni mattina una signora andava al lavatoio a lavare i panni, un’attività più unica che rara oggi.

Ai borghi associo sempre la buona cucina. Il profumo di buono che esce dalle porte dei ristoranti e che fa venire l’acquolina in bocca a tutte le ore.

Le signore con cui chiacchierare, i tanti gatti, soprattutto nei borghi del centro Italia, che da brava gattara ho accarezzato tutti nessuno escluso.

Cosa vedere ad Anghiari: il borgo dei gatti

Abbiamo un patrimonio non solo storico ma di tradizioni, di umanità che diamo sempre più per scontato. Pensiamo che sia lì, e solo per il fatto che esiste ne diamo per scontata la sua fragilità.

Invece i nostri borghi sono fragili e lo sono proprio per la loro umanità, tanto bella quanto facile da sgretolarsi.

Questa riflessione è nata dentro di me nel 2012.
A maggio 2012 a Ferrara è crollata la terra sotto ai piedi, quel terremoto proprio non ce lo aspettavamo. Ero all’ultimo anno di superiori e proprio quell’anno mi è toccato fare l’esame di maturità, il tutto all’insegna delle misure di sicurezza, in una città piena di crepe, compresa la mia scuola, che era tra l’altro un ex monastero di origine medievale…

Mi sono resta conto in quel momento di quanto il nostro patrimonio sia fragile e di quanto le persone incaricate a proteggerlo lo abbiano dato per scontato… Il Castello ha avuto le impalcature per anni, il Duomo ha ancora ad oggi, 2021, la facciata coperta per i restauri.

Tante chiese hanno subito danni, soprattutto le chiese della provincia di Ferrara. Se seguite la strada che attraversa Sant’Agostino, Cento fino ad arrivare a Modena, vedrete le cicatrici che ha lasciato il terremoto. Una buona fetta del nostro patrimonio culturale è stato ferito quel giorno, in parte proprio perché non è stato preservato a dovere.

Ma non potevamo aspettarci un terremoto.
Beh, come non potevamo aspettarci una pandemia.

Fatto sta che non si possono aspettare eventi rivoluzionari per renderci conto di quanto importante sia la nostra storia e le nostre tradizioni, serve fare piccoli gesti rivoluzionari tutti i giorni.

Come visitare un borgo ormai dimenticato e parlarne con gli amici.

Continuiamo a visitare i nostri borghi.

Continuiamo a visitare i nostri borghi

Il Covid ci ha “costretto” ad esplorare di più l’Italia, anche se in realtà molti fin da piccolini l’hanno sempre esplorata, ma di sicuro ha spostato una buona fetta del turismo sulle nostre località.

Quello che spero è che questa non diventi solo una moda passeggera ma che si continui a raccontare e valorizzare i borghi delle nostre regioni e a sceglierli per i propri viaggi anche quando questa situazione finirà e si potrà viaggiare più liberamente.

Una cosa non esclude l’altra, possiamo continuare ad esplorare il mondo come valorizzare la nostra casa che ha tanto da offrire.

Questa è una riflessione rivolta a tutti, in particolare ai travel blogger.

Per me la missione di un travel blogger, prima ancora di raccontare il mondo, è di saper raccontare e conoscere la propria località, i blog e i nostri canali sono armi potenti, usiamole per aiutare le nostre comunità.

#StayCappellacci

Grazie per aver letto il mio articolo. Mi chiamo Sara, sono una content creator di professione e travel blogger per passione.
Qui puoi sapere chi è Cappellacci a Merenda, scoprire l’origine del mio nome, e valutare se ti va di collaborare con me.
Qui trovi i link alla mie pagine Instagram e LinkedIn.

2 pensieri su “Continuiamo a visitare i nostri borghi

  1. Riflessione assolutamente corretta Sara, anch’io sono tra quelli che stanno riscoprendo le località vicino a casa, e con piacere devo dire. Approfitto anche solo dei week end o di semplici gite in giornata, ma vale davvero la pena mantenere vivi i nostri borghi, le tradizioni e particolarità italiane.

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