Trekking sul Monte Rite: fino al museo delle Nuvole!

Il Monte Rite mi ha stupito e distrutto allo stesso tempo. Però devo dire che è stato piacevole fare un bel trekking tranquillo, senza troppa gente e raggiungere un panorama meraviglioso alla fine!

Il trekking sul Monte Rite non è per tutti però. Mi ha fatto decisamente vacillare e se qualcuno non è abituato a fare trekking, tenderei a sconsigliarlo, ma andiamo con ordine, perché per tutto c’è una strada, perfino per raggiungere il Museo delle Nuvole!

Trekking sul Monte Rite: fino al museo delle Nuvole!

Trekking al Monte Rite: il punto di partenza

Punto di partenza di questo percorso è il “Passo Cibiana parcheggio camper” lo trovate così su Google Maps, anche se è un parcheggio sia per auto che per camper. Il parcheggio è a pagamento, 4€ per le auto e 8€ per i camper per l’intera giornata.

Da qui ci sono due opzioni, o iniziare il trekking e raggiungere la vetta a piedi oppure salire con la navetta che dovete aver prenotato in precedenza sul sito del museo e aiutarvi con quella.

Io consiglio la salita ma per chi ha problemi particolari, la navetta vi porterà agevolmente fino alla vetta!

Il percorso inizia in modo facile e leggermente in salita fino ad arrivare ad un bivio.

La scelta del percorso

Infatti essendo il percorso fatto anche dalla navetta, c’è il rischio di polvere a causa dei mezzi che passano, quindi viene proposta un’altra strada.

Il percorso proposto per chi sale a piedi è tosto, quindi non adatto a chi non è abituato a fare trekking e non è nemmeno adatto ai bambini piccoli.

Il sentiero è piuttosto accidentato, con diversi punti esposti e anche abbastanza lungo e faticoso. Se siete abituati, potete tentare questo sentiero e immergervi nella natura.

Se invece non siete abituati, vi consiglio di seguire la strada sterrata che viene percorsa dalla navetta. La strada è tutta in salita, è piuttosto lunga ma molto più fattibile!

tratto di strada sterrata monte rite

Il mio percorso

Io ho optato per il trekking più difficile all’andata e ammetto che tra fatica e vertigini un filo me ne sono pentita, anche se è stato bello godersi la natura senza gente e in totale tranquillità.

Per il ritorno però, ho optato per la strada sterrata, in discesa è molto fattibile anche se dopo un pochino si sente fastidio alle ginocchia e a livello di polvere non abbiamo avuto problemi perché le navette passano molto piano quando incrociano delle persone.

Arrivati in cima: MMM Dolomites

Arrivati alla fine del trekking sul Monte Rite vi troverete davanti al rifugio Dolomites e al MMM Dolomites, uno dei musei Messner dedicati alla montagna, chiamato anche Museo delle Nuvole. Il museo è insediato in un forte della Grande Guerra ed è dedicato all’elemento roccia.

museo delle nuvole dopo il trekking sul monte rite

Qui non solo si gode di una delle viste più straordinarie delle Dolomiti, ma si vive anche la storia, il Monte Rite infatti fu uno dei teatri della Prima Guerra Mondiale.

Questo è uno dei musei più alti d’Europa e da lassù l’effetto è davvero fenomenale!

panorama dal monte rite

Balcone Panoramico Dolomiti UNESCO

Le viste non sono finite qui.

Una volta visitato il museo infatti, si può letteralmente salire sopra al suo tetto e raggiungere il Balcone Panoramico Dolomiti UNESCO, un punto d’osservazione a 360 gradi che permette di osservare letteralmente tutte le montagne più importanti della zona, una visuale pazzesca che lascia senza fiato.

dettaglio del balcone delle dolomiti

Non solo lascia senza fiato dalla bellezza ma anche dalla varietà di paesaggio, di formazioni rocciose, le Dolomiti sanno davvero incantare e da lassù si capisce tutta la loro magia.

panorama dal balcone delle dolomiti

Vi consiglio assolutamente questo trekking, se non ve la sentite di fare l’escursione sul monte, piuttosto seguite la strada sterrata di gran lunga più semplice e con una bella passeggiata tra gli alberi arriverete a questa vista, merita assolutamente!

#StayCappellacci

Grazie per aver letto il mio articolo. Mi chiamo Sara, sono una content creator di professione e travel blogger per passione.
Qui puoi sapere chi è Cappellacci a Merenda, scoprire l’origine del mio nome, e valutare se ti va di collaborare con me.
Qui trovi i link alla mie pagine Instagram e LinkedIn.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto