Le donne artiste di Bologna: itinerario al femminile per le vie del centro

Erano gli anni della mia triennale in scienze e tecnologie della comunicazione a Ferrara quando ho scelto di frequentare il corso di Sociologia dell’Arte. Dopo tanta storia dell’arte studiata, ero curiosa di questa sfumatura sociologica e qui la prof ha iniziato a parlare delle donne artiste e di quanto siano ancora sconosciute rispetto ai loro colleghi maschi.

Sapete nominare tre artiste? Bastano tre che non siano quelle famose come Frida Kahlo ormai diventate icone pop. Beh, in questo post ve ne nomino 5, cinque donne artiste di Bologna in un itinerario al femminile per le vie del centro storico della città, alla scoperta delle loro vite e del segno che hanno lasciato alla città.

Le donne artiste di Bologna: itinerario al femminile per le vie del centro

Properzia de Rossi, la donna scultrice

Iniziamo questo percorso alla scoperta delle donne artiste di Bologna con una donna scultrice in un’epoca in cui la scultura era un’arte esclusivamente maschile.

La vita di Properzia de Rossi viene raccontata ne Le Vite del Vasari e onestamente non so quanto Vasari abbia romanzato le sue vicende fatto sta che enfatizzava molto sulla sua bellezza.

Classe 1490, me la sono sempre immaginata una donna forte, tenace e caparbia. Subì diversi processi per via di dissapori con un vicino e liti con altri colleghi scultori. Pare che tanti colleghi uomini la invidiassero.

La sua fama e abilità la portarono a partecipare alla Fabbrica di San Petronio ed è proprio da qui che partiamo.
Lei contribuì alla realizzazione dei portali, mentre la sua formella ora è conservata al Museo della Basilica di San Petronio.
Era molto brava ad intagliare anche gemme e noccioli di ciliege e pesche, alcune sue opere sono conservate al Museo Civico Medievale di Bologna come lo Stemma della famiglia Grassi in filigrana d’argento e noccioli di frutta intagliati.

Caterina de Vigri la patrona dei pittori e delle pittrici

Restiamo nel ‘400, più precisamente 1413 anno di nascita di Caterina de Vigri figlia di un gentiluomo ferrarese al servizio degli Este, visse per un po’ a corte come damigella di compagnia di Margherita, figlia di Niccolò III d’Este.

Si avvicinò poi alla vita religiosa, fondando e divenendo la prima badessa del monastero delle clarisse del Corpus Domini di Bologna. Venne proclamata Santa e insieme a San Petronio è la protettrice di Bologna.

In Via Tagliapietre, presso il Santuario del Corpus Domini, è conservata la sua cappella con ancora le sue opere e il suo corpo in trono.

Le donne artiste di Bologna: itinerario al femminile per le vie del centro

Non solo era celebre in vita, ma fece parlare di se anche nella sua morte. Il suo corpo sepolto subì un particolare processo organico: circa diciotto giorni dopo la sua sepoltura venne dissotterrata e il suo corpo era totalmente incorrotto ed emanava profumo. Gridando al miracolo le consorelle la collocarono seduta in trono.
Oggi la si può ancora vedere lì, il corpo ricorda una mummia, seduta davanti a tutti, a scrutarli.

Elisabetta Sirani: il miglior pennello di Bologna

Da Via Tagliapietre proseguite verso Via Urbana 7, all’altezza di quel civico troverete una targa che la ricorda come emulatrice di Guido Reni, sminuendo così il suo genio. Un tempo nobili e studenti accorrevano a quell’indirizzo per osservarla mentre dipingeva.

All’epoca era considerata il miglior pennello di Bologna.

La sua fu una vita difficile, morì giovanissima a 27 anni e vennero indagati il padre e una sua allieva per la morta, per sospetto avvelenamento.

Ad oggi non si sa cosa sia successo davvero, ma possiamo trovare le sue opere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna in Via Belle Arti e troviamo il suo battesimo di Cristo, chiesa di San Girolamo alla Certosa. Il resto delle opere sono nelle collezioni dei musei di tutto il mondo.

Porzia che si ferisce alla coscia, 1664,Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo, Bologna.

Lavinia Fontana: personal branding nel 1500

Classe 1552 e figlia d’arte. Se la cercate, troverete una scuola e un parco pubblico intitolati a lei a Bologna. La gran parte delle sue opere è soprattutto a Roma, questo perché fu abilissima a lavorare sul suo personal branding.

Strinse relazioni con le più importanti famiglie bolognesi, i suoi figli ebbero padrini e madrine illustri e battezzò alcune delle sue figlie con i nomi delle sue committenti. Era abilissima e godeva di una gran fama.

Alla Pinacoteca Nazionale di Bologna potete trovare due sue opere: Ritratto di neonata nella culla e il Ritratto della famiglia Gozzadini.
Mentre in Strada Maggiore, nel bellissimo Museo Davia Bargellini dal portone molto scenografico, potete trovare la sua versione di Giuditta con la testa di Oloferne.

Le donne artiste di Bologna: itinerario al femminile per le vie del centro
Giuditta e Oloferne 1590-1600 circa Bologna, Museo Civico Davia Bargellini

Anna Morandi Manzolini l’artista anatomopatologa di Bologna

Il nostro itinerario alla scoperta delle donne artiste di Bologna ci porta al 1700, al cospetto di Anna Morando Manzolini, artista, ricercatrice, scienziata del corpo umano, una scultrice dal pieno spirito illuminista, le sue opere in cera rappresentano delle fedeli trasposizioni del corpo umano, riproducendo in cera parti anatomiche fino ad allora sconosciute.

Una scienziata che ha studiato l’anatomia del sistema nervoso umano applicando in prima persona lo spirito empirico diffuso nell’epoca illuminista.

I suoi modelli e le sue tavole in cera le potete trovare al Museo di Palazzo Poggi oltre ad un suo autoritratto mentre seziona un cervello e un ritratto del marito intento a sezionare un cuore.

Le donne artiste di Bologna: itinerario al femminile per le vie del centro
  • Se vi interessa il genere, vi consiglio anche di andare a vedere il Teatro Anatomico di Bologna presso la Biblioteca dell’Archiginnasio.

Morì nel 1774 e venne sepolta nella chiesa di San Procolo in Via d’Azeglio 52 a pochi passi dalla Via Urbana che vi ho accennato prima.

Cinque donne artiste di Bologna, cinque donne forti che hanno saputo distinguersi per le loro abilità in epoche in cui le donne venivano considerate meno di nulla. Hanno saputo lottare per se stesse e hanno contribuito a rendere Bologna la città che è oggi.

Un viaggio nelle loro vite, tra musei e dipinti, per le vie del centro storico della città, un piccolo itinerario che potete integrare con quelli già realizzati:

Se siete curiosi di approfondire le loro vite e la vita di altre donne artiste, vi lascio alla lettura del mio primo blog, lo stile è quel che è, ma è nato tanto tanto tempo fa, il Women Artists Blog, il Blog delle Donne Artiste.

Buona lettura e buona scoperta!

#StayCappellacci

Grazie per aver letto il mio articolo. Mi chiamo Sara, sono una content creator di professione e travel blogger per passione.
Qui puoi sapere chi è Cappellacci a Merenda, scoprire l’origine del mio nome, e valutare se ti va di collaborare con me.
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